Associazione Scientifica Farmacisti Italiani

NOI L’AVEVAMO DETTO

Il Presidente

Il Consiglio di Stato, prima sezione, si è recentemente espresso fornendo un parere nell’ambito di
un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica in merito alla vexata quaestio del
deblistering. In buona sostanza un gruppo di farmacie aveva impugnato la nota del direttore della
Farmaceutica territoriale della ASL Torino 5 con la quale si esprimeva parere negativo circa la
comunicazione di avvio dell’attività di deblistering.
In buona sostanza il parere del Consiglio di Stato, favorevole all’accoglimento del ricorso, viene,
di fatto, a chiudere il cerchio su questa annosa problematica. ASFI non può che plaudire alla
decisione del massimo livello della Giustizia Amministrativa in quanto la legittimità di questa
attività è stata sempre da noi sostenuta. Ci sono voluti ben dieci anni perché questo principio
divenisse giuridicamente non più discutibile. Infatti già nel 2015 ASFI aveva pubblicato un
articolo a firma di Maurizio Cini nel quale sosteneva la legittimità della pratica di
sconfezionamento, e poi un’intervista nel 2018 (FPress 12 luglio 2018) con cui si sono toccati
tutti i punti che ora riporta positivamente il Consiglio di Stato.
Ispiratrice ed antesignana nella stesura delle procedure per una corretta e sicura predisposizione
della dose unitaria è stata la vicepresidente di ASFI, la Dott.ssa Bianca Peretti, che ha messo in
pratica la relativa procedura per i suoi clienti e per chiunque volesse avvalersene con usa serie
di passaggi, legalmente perfetti, e in grado di garantire tutti gli attori del sistema posto in
essere: per primo il farmacista, poi il paziente ed anche il medico. Si trattava infatti di
assicurare la corretta esecuzione della procedura di deblistering sia dal punto di vista igienico
che da quello strettamente professionale ed in grado di escludere qualsiasi rischio di errore.
Anche la Dott.ssa Antonella Denegri, membro fondatore di ASFI, ha tempestivamente iniziato
l’attività nella propria farmacia, rivolgendola non solo ai propri pazienti ma anche alle RSA.
La procedura, ora legittimata dal massimo organo della Giustizia Amministrativa, inizialmente
eseguita manualmente nel laboratorio galenico della farmacia, ha permesso negli anni di far
approdare sul mercato apparecchiature più o meno sofisticate oggi in grado di svolgere, in piena
sicurezza, le varie fasi del processo; dallo sconfezionamento (deblistering) fino alla
predisposizione di singoli contenitori delle forme farmaceutiche solide (blister o bustine).
Ovviamente la procedura manuale rimane pienamente eseguibile nel rispetto delle Norme di Buona
Preparazione dei Medicinali in Farmacia (NBP) come ribadisce la prima sezione del Consiglio. Non
possono essere inoltre trascurati gli aspetti socioeconomici di questa consolidata attività del
farmacista: un uso più corretto delle prescrizioni mediche e, soprattutto del rispetto delle dosi e
dei tempi di somministrazione influisce anche sui costi sostenuti dalle ASL, sia in termini di
spesa per i farmaci che di minore incidenza delle malattie iatrogene e dei conseguenti ricoveri.
Sempre la prima sezione del CdS valorizza l’attività di deblistering proprio nell’ambito delle
attività regolate dalle NBP affermando il principio in base al quale non occorre, al momento, una
disciplina nazionale in materia.
Bologna, 10 settembre 2025

Prof. Maurizio Cini

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